Interpretazioni
psicoanalitiche su alcune patologie oculari.
Georg
Groddeck sostiene
che l'Es, quando trova una malattia che gli sembra opportuna, fa in
modo da creare una situazione tale che il germe patogeno possa
entrare in azione.
Allo stesso modo, l'Es può decidere al
contrario di premunirsi contro la malattia ed evitare così
attacchi patogeni che potrebbero scatenare malattie tra le più
svariate. Soprattutto l'isterico ma in grado minore anche il
nevrotico, costringe l'osservatore a pensare che la sua malattia sia
determinata da fattori coscienti e non da decisioni dell'Es nascoste
nel profondo. Spesso l'uomo, anche quando si trova davanti ad una
realtà che non può evitare in quanto diventata
visibile, la rimuove come realtà che riesce troppo
insopportabile al suo Es: questo si protegge nel modo più
semplice producendo il sintomo fisico e mettendo così a freno
pensieri e istinti.
Particolarmente originale è il
comportamento
dell'Es che guida gli organi di senso.
In particolare pensiamo alla vista e di come di fronte alla
vecchiaia, l'Es si comporti in un modo del tutto singolare
nell'individuo anziano, facendo ammalare l'occhio di presbiopia,
quasi ad allontanare simbolicamente la morte; così come
nell'illusione di allungare la vita degli anziani, l'Es possa rendere
molto breve negli anni la durata del sonno, quasi a prolungare la
durata della loro vita. La vista inoltre ci offre la possibilità
di capire come, nell'ambito della percezione sensoriale, non può
esistere percezione senza che ci sia una rimozione. Infatti, i nostri
organi di senso sono investiti da quantità enormi di stimoli
di cui noi rimuoviamo una parte a favore soltanto di una piccola
percentuale di cui ci serviamo. Un esempio di questo fenomeno ce lo
fornisce l'occhio che con i movimenti di mutamento della pupilla che
si dilata e si restringe, ci fornisce la possibilità di
interpretare questi movimenti come rimozione. Diventa ancora più
evidente la rimozione nel processo visivo se consideriamo che nel
momento in cui si forma una immagine sulla retina se ne forma già
un'altra, e in questo modo, quando la nuova immagine si va formando,
sono ancora presenti sulla retina le immagini residue che
necessariamente devono essere perciò rimosse.
Il
fenomeno della vista è molto complesso.
L’uomo esercita incessantemente proiezioni all’esterno di
immagini che nascono al suo interno e in questo modo si sviluppa la
cosiddetta visione. Il vedere senza occhi è un fenomeno molto
comune che riscontriamo anche nel sogno e nelle allucinazioni. Questo
modo di vedere è tipico
dei sognatori e
dei visionari ed è un processo che muove dall’interno
all’esterno, al contrario del modo comune di vedere che è un
processo che si sviluppa dall’esterno all’interno. Possiamo dire,
quindi, che l’immagine reale che il nostro occhio percepisce, è
una mescolanza dell’immagine reale e di quella proveniente dalla
nostra immaginazione. L’occhio del miope opera in modo diverso
rispetto all’occhio normale. E’ come se il miope chiudesse gli
occhi rispetto a situazioni difficili per lui da accettare e si
creasse lui stesso l'affezione per salvarsi dalle sofferenze
psichiche, restringendo il proprio orizzonte. Si pensi a come l’uomo
abbia portato avanti da sempre una speciale rimozione soprattutto in
campo erotico e di come si possa facilmente supporre che risolvendo
queste difficoltà, il miope non avrebbe più la
necessità di trasformare la sua struttura organica tanto da
crearsi una patologia nella visione.
Tramite
l’uso degli occhiali, il miope si nasconde alla gente ed è
come se la spiasse attraverso
un nascondiglio, come se le lenti impedissero agli altri di poter
leggere l’insicurezza interiore. Prendiamo in esame l'herpes
oculare, una affezione che si manifesta con infiammazioni e
ulcerazioni della cornea, gonfiore locale e diminuzione temporanea
della vista. L'herpes è una affezione virale che produce
lesioni vescicolari e si localizza soprattutto sulle zone labiali,
genitali e oculari. Queste lesioni danno origine ad un bruciore molto
intenso. Secondo l'interpretazione psicoanalitica della patologia
vescicolare, una persona che si trova ad impattare un impulso che
considera ardente e quindi pericoloso, "può reagire
inconsciamente con gli stessi procedimenti che utilizzerebbe se si
trovasse di fronte ad un fuoco che brucia". Studi fisiologici e
psicologici hanno dimostrato che i nostri sistemi percettivi sono
intimamente collegati tra loro e le nostre sensazioni non riguardano
quasi mai un solo senso. Comunemente si dice che con gli occhi "si
accarezzano" gli oggetti. Questo perché l'occhio, a
differenza del tatto, ha la capacità di percepire gli oggetti
lontani, e in questo senso la vista diventa quasi una prosecuzione
del tatto.
Sigmund
Freud, in "Pulsioni e loro destino",
mostra come la meta di una determinata pulsione possa cambiare
direzione e investire il funzionamento di un organo come l'occhio,
che può diventare così una zona erogena. La persona che
guarda eccitato ciò che non è consentito guardare, può
trovare sollievo distogliendo lo sguardo, chiudendo le palpebre, ma
quanto tutto questo diventa inefficace, si può attivare a quel
punto una patologia nella visione. In questo modo, la persona
realizza simbolicamente il "castigo oculare per il desiderio
oculare", una punizione cioè messa in atto per negare
tale desiderio, così come fece Edipo che si accecò a
causa dei suoi desideri incestuosi. Così l'occhio, nel momento
culminante della irritazione legata alla lesione erpetica acuta,
giunge ad una eccitazione dolorosa che diventa così un
sostituto del desiderio sessuale represso.
BIBLIOGRAFIA
G.Groddeck, Il linguaggio dell'Es, Adelphi, 2005
L.A.
Chiozza, Perché ci ammaliamo?, Borla, 1988
S.Freud,
Pulsioni e loro destino, Opere VIII, 1915
Articolo
scritto dalla Dr.ssa Carmen Donato La Vitola
Ultima revisione
18/09/2008