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ASMA BRONCHIALE
DEFINIZIONE E ASPETTI CLINICI L'asma bronchiale è una patologia respiratoria caratterizzata da flogosi cronica delle vie aeree, ostruzione bronchiale reversibile spontaneamente o dopo idonea terapia ed iperreattività bronchiale a stimoli differenti. Sino a pochi anni fa l’asma, o almeno la forma atopica. era considerato la "patologia dell’eosinofilo". A tutt’oggi tende invece, come d’altronde in molte altre patologie polmonari, ad essere considerato centrale il ruolo dei linfociti. Su base eminentemente clinica è possibile distinguere le seguenti forme di asma bronchiale. Asma bronchiale atopicoLa atopia è una risposta anomala del sistema immunitario con tendenza a produrre immunoglobuline della classe E nei confronti di determinati allergeni Se questa condizione induce malattia (asma. rinocongiuntivite, ecc.) si parla di allergia. E presente un’ereditarietà nell’asma bronchiale nel senso di una predisposizione su base genetica a selezionare linfociti a fenotipo TH2. In ogni caso pur in presenza di fattori generici predisponenti la precocità e il livello di esposizione all’ allergene sono i fattori condizionanti il manifestarsi della sensibilizzazione che può essere rivolta ad allergeni stagionali (pollini) o perenni (muffe, deiezioni di acari. pelo di animali, ecc). Asma professionaleL'esposizione a fumi, polveri e in generale ad inalantì sul posto di lavoro è responsabile di una percentuale di asma variabile tra il 2 e il 15 % nelle diverse casistiche. Le sostanze malate possono agire con diversi meccanismi: irritativo; farmacologico; infiammatorio aspecifico; immunologico. Per quanto riguarda il meccanismo irritativo l’inalazione di alte concentrazioni di gas irritanti (acido fosforico, dietilendiammina, fumi di materie plastiche,ammoniaca per citare i più frequenti) determina danno dell’epitelio bronchiale con esposizione dei recettori irritativi e conseguente iperreattività bronchiale e broncospasmo con acme in una settimana e persistenza sino a 3-4 mesi. Il meccanismo farmacologico è sempre dose dipendente e segue una curva gaussiana con broncospasmo per tutti i soggetti esposti al di sopra di determinate concentrazioni. Nell’ambito del meccanismo infiammatorio aspecifico rientrano i fumi di inalalazione in ambienti non sufficientemente aerati. Nell’ambito del meccanismo immunologico, che è peraltro il più frequentemente riscontrato, rientrano prevalentemente le reazioni 4i tipo allergico in cui sono implicati composti ad alto peso molecolare (enzimi, proteine, polveri del legno, metalli e farmaci, isocianati). Estremamente diffuso l’asma da isocianati: l’esposizione ad isocìanati ed in particolare a toluendiisocianato (ThI) ad alte concenttrazioni (0,5-0,05 ppm) determina danno dell’epitelio bronchiale agendo con meccanismo irritativo e a concentrazioni minori (<0,02 ppm), per un periodo variabile tra 2 settimane e alcuni mesi, asma bronchiale nel 5-10 % dei lavoratori. In questa popolazione è sufficiente l’esposizione a concentrazioni assai minori (0,005 ppm) nei test dì broncostimolazione specifica a determinare risposte broncospastiche immediate o ritardate. Asma non atopicoIn un’ampia parte della popolazione asmatìca non è possibile reperire alcuna sensibilizzazione allergica. In questi pazienti il rilascio di mediatori è analogo a soggetti allergici ma spesso sono implicati i polimorfonucleati neutrofili anziché gli eosinoflhi. Numerosi possono essere i fattori causali: Infezioni virali. Nnon è chiaro se gli agenti virali possano essere considerati causa delle riacutizzazioni o autentici fattori patogenetici dell’asma bronchiale. Pare essere dimostrato invece il loro ruolo nel determinare danno dell’epiteli ed esposizione dei recettori dell’irritazione e nel selezionare i linfociti T Helper verso il profilo funzionale ml con produzione di interferon gamma e conseguente chemiotassi di cellule infiammatorie responsabili del mantenimento dell’iperreattività bronchiale. Rinosinusite cronica. La funzionalità delle vie aeree di pertinenza otorinolaringoiatria è di fondamentale importanza per mantenere il giusto grado di umidificazione e di protezione da agenti infettivi-irritativi per le vie aeree inferiori. E' intuitivo quindi rilevare come uno stato di flogosi cronica delle alte vie aere con riduzione della pervietà e dell’umidificazione e passaggio di secrezioni mucopurulente dal rinofarige alle vie aeree inferiori sia responsabile di un peggioramento dell’iperreattività bronchiale in soggetti asmatici. La terapia medica delle sinusopatie con antiistaminici sistemici (astemizole 10 mg die) e topici (azelastina spray nasale 1 spruzzo/narice 2-3 volte die) e corticosteroidi topici (beclometasone, flunisolide e fluticasone) e anticongestionanti solo al bisogno e, eveutualmente, la terapia chirurgica "meatotomia" favoriscono a miglioramento della patologia asmatica. Intolleranza a FANS. L’intolleranza ad antinflammatori non steroidei è variabile dal 5 al 20% delle statistiche ed è responsabile di una sindrome detta "asma da aspirina" in cui deve essere presente la triade asma bronchiale + rinite o poliposi nasale + esacerbazioni all’assunzione di aspirina o FANS. Dei FANS è bene utilizzare negli asmatici quelli in cui l’attivitità inibitoria la cidoossigenasi è minore (ossifenbutazone e fenulbutazone) o scarsa (nimesulide). Solfiti. Non è infrequente lo scatenamento di una crisi d’asma dopo l’assunzione di cibi. La causa pare risiedere nella maggior parte dei casi nei solfiti ed in particolare nei metabisolfiti conservanti assai utilizzati nell’industria alimentare (lattuga, patate, gamberi, frutta secca, birra, vino) e in taluni casi nella conservazione di farmaci (anestetici locali, soluzioni per nebulizzatori). Alcuni soggetti paiono essere sprovvisti o deficitari di un’ossidasi che metabolizza i solfiti in solfati inauivandoli, rendendo disponibili quantità maggiori dì solfiti trasformabii in anidride solforosa che assorbita o inalata è un potente irritante bronchiale. Refiusso gastroesofageo. L’instillazione in esofago di sostanze acide può essere responsabile di un aumento delle resistenze delle vie aeree di circa il 20% e questo riflesso pare mediato dal vago, e pur non essendo di per sé sufficiente a determinare sintomatologia può agire come concausa o trigger con un effetto permissivo su altri tipi di stimolo. Anche l’inalazione dcli materiale acido in trachea è responsabile di crisi broncospastiche pur se di lieve entitì ed un minimo meccanismo di inalazione anche notturno non è escludibile nei pazienti con reflusso gastroesogageo. L’ernia iatale è peraltro particolarmente frequente nei pazienti asmatici e con BPCO per motivi: — meccanici (abbassamento del diaframma); — farmacologici (le teofilline possono indurre rilasciamento dello sfintere esofageo); — riflessi (nella fisiologia e nella terapia dell’asma si mettono in atto tutti i possibili meccanismi "antivagali" che riducono il tono dello sfintere). E' utile quindi eseguire un’accurata terapia antireflusso con inibitori della pompa protonica e procinetici (vedi reflusso esofageo) ed evitare nella terapia dell’eventuale ipertensione arteriosa calcioantagonisti che riducono il tono dello sfintere esofageo inferiore. Sforzo. Lo sforzo pare essere implicato nella patogenesi dell’asma bronchiale in quanto determina: — modificazione dell’osmolarità delle secrezioni in seguito all’eliminazione di vapore acqueo per iperventilazione (questo è anche il motivo per cui si consi glia di utilizzare nell'aerosol-terapia la soluzione fisiologica e non l’acqua distillata che può modificare l’osmolarità delle secrezioni in quanto non iso-osmotica); — modificazioni termiche secondarie alla ventilazione di aria fredda. In ogni caso l’inalazione di beta-stimolanti prima dello sforzo è sufficiente ad evitare crisi broncospastiche e deve essere consigliata al bambino asmatico che voglia intraprendere un’attività sportiva, ricordando come molti atleti abbiano ottenuto grandi successi nonostante l’asma (su tutti Mark Spirz e Miguel Indurain). È importante sottolineare che nonostante si siano avuti degli innegabili progressi sulla conoscenza dell’etiopatogenesi della patologia e si possa avere un miglior controllo della stessa con positive ripercussioni sulla qualità di vita dei pazienti, soprattutto in giovane età, è innegabile un progresssivo incremento della mortalità. Sono presenti due gruppi di asma fatale: — ad esordio subdolo e lenta evoluzione; — ad esordio drammatico e rapida evoluzione. Negli anni ‘60 la prevalenza del primo gruppo era stata imputata prevalentemente a sottostima dei sintomi ed abuso di broncodilatatori senza utilizzo associato dì corticosteroidi con conseguente tachifilassi; inoltre i primi studi epidemiologici erano stati eseguiti in Nuova Zelanda ove le grandi distanze tra medico e paziente inducevano ad una terapia spesso telefonica con scarsa possibilità di approfondire clinicamente sintomi riferiti dal paziente. Tutto ciò ha ottimisticamente indotto a pensare che un adeguato programma di sensibilizzazione alla patologia asmatica favorisse la riduzione dei decessi; in realtà negli anni successivi non si è riscontrata la riduzione dei decessi attesa e si è identificato, evidenziandone la prevalenza, il secondo gruppo in cui apparivano assai poco probabili la scarsa sensibilizzazione al problema e l’abuso di broncodilatatori. Anche i quadri anatomo-patologici sono epideniiologicamente virati da una prevalente infiltrazione eosinofila a un’infiltrazione neutrofìla con assoluta assenza di muco. La morte in questo secondo gruppo pare quindi essere su base neurogena (vago mediata?) secondaria a massivo rilascio di mediatori da parte dei neutrofili. DIAGNOSI Dell’asma bronchiale non presenta particolare difficoltà qualora si presenti nella sua forma più caratteristica di broncospasmo + dispnea espiratoria. E' al contrario più complessa qualora il paziente non si presenti con il tipico binomio suddetto bensì con tosse stizzosa o dispnea dopo sforzo che talora il bambino nega ma viene segnalata dagli assistenti o maestre come scarsa partecipazione alle attività sportive di gruppo. E' in questi casi necessario andare a cercare l’asma anche se le prove funzionali respiratorie basali sono normali. E' necessario quindi, oltre alla classica diagnostica per immagini per escludere altre patologie respiratorie, seguire il seguente iter diagnostico: — spirometria che può evidenziare il quadro ostruttivo; — misurazioni di picco di flusso con Peek Flow Meter, da eseguire 3 volte al giorno (mattino, pomeriggio e sera) e in caso di sintomatologia è tipico riscontrare in questi casi un incremento del cosiddetto morning gap, cioè una riduzione dei valori mattutini più consistente che nel soggetto normale e riduzioni al di sotto dell’80% del previsto per età e altezza associate alla sintomatologia; questo test è dì fondamentale importanza anche nel lavoratore in cui sia necessario studiare un’eventuale etiologia professionale ed in questo caso il test è da eseguire il lunedì o dopo un riposo di almeno 48 ore più volte nel corso dell’attività lavorativa; — test di stimolazione bronchiale specifico per le patologie professionali e aspecifico (metacolina) onde facilitare l’insorgenza di broncospasmo dopo l’inalazione di agenti irritanti o bronco-ostruenti.
TEORIA PSICOSOMATICA Nell’asma, come in altri disturbi delle funzioni vegetative il fattore emotivo si basa su normali reazioni fisiologiche a stimoli emotivi. i sintomi consistono in reazioni croniche ed esagerate ad emozioni del profondo: la cronicità e la eccessività della reazione sono fondamentalmente dovute al fatto che lo stimolo emotivo è inconscio perchè rifiutato dall’ Io cosciente del soggetto. La storia delle conoscenze mediche riguardanti i componenti emotivi dell’asma è lunga. Finchè non furono scoperti i fenomeni allergici l’asma fu considerata principalmente un disturbo nervoso ed in molti vecchi trattati di medicina se ne parla come di « asma nervosa ». Con l’avvento della moderna immunologia, della quale il fenomeno dell’anafilassi è una pietra angolare, l’attenzione si polarizzò sulla componente allergica, e la vecchia interpretazione dell’asma, « malattia nervosa », fu ritenuta antiquata. Più recentemente, nell’era dell’ indirizzo psicosomatico, l’eziologia emotiva dell’asma viene ripresa. Numerose sono le osservazioni cliniche isolate che si riferiscono a una grande varietà di fattori scatenanti negli attacchi asmatici, passati in rassegna nella monografia di French e Alexander (89) e ancor prima da Dunbar (74) e da Wittkower (253). Numerosi fattori emotivi sono stati segnalati da differenti osservatori: essi riguardano quasi tutti gli stimoli emotivi intensi e improvvisi l’eccitamento sessuale, l’ansietà, la gelosia, l’ ira. L’esame dei casi di asma qui presentati si basa principalmente sugli studi dell’ istituto di psicoanalisi di Chicago, descritti dettagliatamente nella summenzionata monografia. In quegli studi si potè rilevare che al di là di una confusa varietà di fattori emotivi esisteva sempre una costellazione psicologica centrale. Qui si discuteranno solamente i fattori psicodinamici fondamentali nei loro rapporti con l’allergia. Il fattore psicodinamico essenziale è rappresentato da un conflitto che ha il suo centro in una eccessiva e non risolta dipendenza dalla madre. Come difesa contro questo legame infantile si può sviluppare ogni varietà di caratteristiche personali. Così noi troviamo fra le persone malate di asma tipi diversi: l’aggressivo, l’ambizioso, il cavilloso, il rompicollo ed anche l' ipersensibile e l’esteta. Alcuni asmatici sono individui coatti; altri hanno piuttosto un fondamento isterico. Sarebbe vano perciò definire un profilo caratteristico: non esiste. Purtuttavia la repressa dipendenza dalla madre è un motivo costante attorno al quale possono svilupparsi diversi tipi di reazioni difensive. Questa dipendenza sembra avere caratteristiche alquanto diverse da quelle trovate nelle neurosi gastriche e nell’ulcera peptica. Non è tanto il desiderio orale di essere alimentato che noi qui proviamo, quanto piuttosto quello di essere costantemente protetto e circondato dalla madre o dalla immagine materna. In contrasto con i casi di ulcera, non predominano fantasie di tipo alimentare (cibo, atto del mangiare). Invece esistono più spesso fantasie intrauterine che si manifestano nel simbolismo dell’acqua, dell’ ingresso in caverne o in luoghi chiusi, ecc. (French, Alexander e altri (89)). Tutto ciò che tende a separare il paziente della protezione della madre o di chi la rappresenta è capace di scatenare un attacco asmatico. Nei ragazzi la nascita di un fratellino che minacci di assorbire l’attenzione materna è stata spesso riconosciuta come motivo iniziale di una condizione asmatica. Negli adulti le tentazioni sessuali o l’ iminenza del matrimonio possono rappresentare il fattore scatenante. Nelle giovinette il periodo della pubertà è il momento dello sviluppo individuale, che separa la figlia dalla madre; la figlia, da bimba dipendente diventa la rivale della madre. Nel figlio sono i desideri incestuosi che minacciano la relazione di dipendenza dalla madre. Si è riconosciuto che la maggior parte delle madri di soggeti asmatici sono sensibilissime alle manifestazioni dell’attrazione fisica esercitata dal figlio, alle quali reagiscono ritirandosi da lui o anche respingendolo. Un’ inconscia seduzione materna associata ad una scoperta repulsione è un motivo frequente nella storia dei casi di asma. Nel figlio adulto l’imminenza del matrimonio rivela il conflitto tra il legame di dipendenza per la madre e il più maturo amore sessuale per la fidanzata, e spesso segna l’inizio di uno stato asmatico. Impulsi ostili contro l’oggetto amato possono pure minacciare le relazioni di dipendenza e provocare un attacco. Infine ogni sforzo improvviso diretto a determinare un atteggiamento di indipendenza della persona, può sviluppare un conflitto interiore tra le tendenze contrastanti di dipendenza e così scatenare un attacco. In accordo con questi rilievi si è potuto constatare che nella vita degli asmatici la storia della repulsione materna è un motivo che ricorre frequentemente. Il fanciullo che ancora abbisogna di cure materne, naturalmente risponde alla repulsione della madre con un aggravamento del senso di insicurezza e con un maggior attaccamento a lei. Il riconoscere i fattori emotivi nell’asma non deve farci dimenticare l’influenza ben precisa dei fattori allergici. Questi ultimi sono più importanti negli accessi asmatici stagionali che si manifestano contemporaneamente alla comparsa dei pollini ai quali il paziente è sensibile. Nei casi in cui vi è sensibilità ai peli di animali, alle tinte ecc., gli accessi saranno spesso provocabili, con drammatica immediatezza, quando il paziente si espone allo specifico allergene in questione. La desensibilizzazione del malato è spesso efficace. A questo proposito occorre prima di tutto ricordare che l’attacco asmatico è solo un sintomo, la cui causa immediata è uno spasmo dei bronchioli. In base all’esperienza clinica non c’è dubbio che tale spasmo locale possa esser scatenato tanto dall’esporsi a un allergene specifico, quanto da fattori emotivi del tipo descritto. È molto importante notare che ciascun fattore può da solo provocare un attacco; spesso coesistono entrambi. Un gran numero di casi nel gruppo di pazienti asmatici studiati nell’istituto di psicoanalisi di Chicago offriva qualche aspetto di sensibilità allergica. Alcuni pazienti conservarono, dopo la cura, la loro sensibilità, come dimostravano le prove cutanee; tuttavia guarirono dall’asma. In tali casi probabilmente siamo davanti a dei fenomeni conosciuti in fisiologia come « sommazione di stimoli »; in altre parole solo l’associazione dello stimolo emotivo coi fattori allergici potrà scatenare l’accesso. L’effetto di ciascuno dei due tipi di stimolo, presi separatamente, rimane ai di sotto della soglia di sensibilità dell’organo di shock, in questo caso la parete dei bronchioli. Ciò spiega la non rara osservazione che dopo efficaci cure psicoanalitiche, i pazienti nei quali gli attacchi di asma si riducevano alla stagione del polline, divenivano, senza desensibilizzazione, refrattari all’allergene specifico. Questa teoria spiega anche le pretese degli psichiatri e degli allergisti sull' efficacia terapeutica delle loro rispettive tecniche curative. Nella maggior parte dei casi basta allontanare una delle due cause esistenti, l’allergica o l’emotiva, per liberare il malato dai suoi accessi. Il fattore non curato sembra da solo insufficiente a provocare un attacco. Se i fattori allergici ed emotivi debbano esser considerati indipendenti o no l'uno dall’altro nella loro origine, è ancora un problema aperto. Secondo alcune indicazioni la predisposizione allergica e la vulnerabilità rispetto alla suddescritta situazione di conflitto psichico sarebbero in reciproca relazione, anche se in modo non ancora noto. In altre parole è possibile che la sensibilità al trauma emotivo della " separazione" e quella agli allergeni si presentino spesso nello stesso soggetto come manifestazioni parallele del medesimo fattore costituzionale.
TERAPIA
È necessario distinguere tra li terapia dell' asma cronico e dell' asma acuto. Asma cronico.E' bene comunicare onestamente al paziente che l'asma non guarisce come tutte le patologie croniche ma che il compito di un buon medico è di riurre il numero e l'entità delle crisi broncospastiche con la minore tetapia sufficente a tenere il paziente libero da sintomatologia. La terapia dell’asma segue il seguente algoritmo: Livello I intermittente Sintomi intermittenti (<1 volta settimana) Riacutizzazioni brevi (poche ore-pochi giorni) Asma notturno <2 volte al mese. Farmaci antiasmatici di fondo: non necessari. Farmaci sintomatici: beta-stimolanti short-acting al bisogno. Livello 2: lieve persistente Sintomi: > 1 volta semmana < 1 volta al giorno. Le riacutizzazioni possono turbare il sonno e la normale attività Sintomi di asma notturno >2 volte al mese Farmaci antiasmatici di fondo: glucocorticoidi per via inalatoria. Farmaci sintomatici beta2-stimolante short acting al bisogno Livello 3: moderato persistente sintomi quotidiani: Le riacutizzazioni turbano il sonno e le normali attività Sintomi di asma notturno> 1 volta settimana. Uso quotidìano di beta-agonisti short acting. Farmaci antiasmatici di fondo: glucocorticoidi per via inalatoria Farmaci sintomatici: beta2-agonisti short acting ma non oltre le 3—4 volte al dì. Livello 4: grave persistente Sintomi continui. Riacutizzazioni frequenti. Frequenti sintomi di asma notturno. Attività fisica limitata dai sintomi dell' asma. Farmaci antiasmatici di fondo: glucocorticoidi per via inalatoria Farmaci sintomatici: beta2-agonisti short acting al bisogno Aumento di livello: se non si raggiunge il controllo terapeutico considerarare un aumento della posologia o l’associazione di altri farmaci ma prima controllare: — la tecnica di assunzione dei farmaci; — l’adesione alla terapia; — il controllo ambientale (allergeni e fattori scatenanti). Riduzione di livello: controllare il trattamento ogni 3-6 mesi; se il controllo viene mantenuto per almeno 3 mesi può essere possibile una graduale riduzione del trattamento con passaggio a livello sottostante. Obbiettivo: controllo dell'asma. Sintomi cronici minimi. Riacutizzazioni minime. Nessuna visita d’emergenza. Necessità minima di beta stimolanti short acting. Nessuna limitazione dell’attività lavorativa. Asma acuto. Di estrema importanza è la valutazione della gravità dell’episodio di riacutizzazione asmatica. Il trattamento deve essere iniziato a domicilio con beta2-agonisti spray short acting (salbutamolo) e corticosteroidi a breve emivita (prednisone) per os. In caso di risposta soddisfacente il trattamento può essere continuato a domicilio. In caso controario conviene predisporre un ricovere ospedaliero immediato.
TERAPIA INTEGRATA Dietoterapia macrobiotica Il migliore approccio all’asma è l’adozione della dieta macrobiotica standard, con una limitazione nell’assunzione dei liquidi, compresi quelli usati in cucina. Naturalmente, dovrebbe essere ridotto anche il consumo di altre forme di yin, come la frutta e le insalate. Con questo metodo è possibile guarire l’asma entro alcune settimane. È interessante notare come quest’affezione sia spesso concomitante ad un sovraccarico dei reni protrattosi per anni, dovuto ad abituale ed eccessivo consumo di liquidi. Oggi l’asma viene curata con medicinali molto forti che inducono i bronchioli a dilatarsi rendendo così più facile la respirazione. Tuttavia, essendo l’asma causata da un eccesso di yin, questo trattamento in realtà aggraverà la condizione del malato. Per curare questa affezione occorre restringere i canali bronchiali, cioè produrne la contrazione, questo può essere ottenuto solo mediante una dieta adatta. Quando il paziente avverte l’approssimarsi di un attacco, per diminuirne la gravità sarà opportuno applicare ripetutamente un impacco caldo di zenzero sulla parte superiore del torace. Al tempo stesso, l’ammalato dovrebbe mangiare una piccola manciata di gomasio o alcune prugne umeboshi che provocheranno l’immediata contrazione degli alveoli. Potete facilmente portare con voi questi rimedi nel caso veniate colti da un attacco mentre vi trovate fuori di casa.
Terapia non farmacologica Agopuntura: molto indicata. Auricoloterapia: punti 23, 44, 48, 62, 26, 86, 85, 82, 11, 53, 25. Amminoacidi: glutatione, metionina Aromaterapia: anice verde, lavanda, origano, rosmarino, menta, limone Climatoterapla: marino debole, oceanico. Cristalloterapla: ambra, acquamarina, lapislazzuli Cromoterapia: in caso di asma cronica irradiare l'arancio sul petto, sulla gola e sulle spalle. Si consiglia di bere acqua solarizzata e cibi che abbiano la stessa vibrazione dell’arancio (quali arance, mandarini, zucche, albicocche ecc.) oppure irradiare col colore arancio. Se il disturbo non è ancora diventato cronico, si possono usare la luce e l’acqua colore blu e indaco. Enzimi: ananas, papaya Fitoterapia: (antiasmatici) belladonna, elicriso, eucalipto; (sedativi del centro respiratorio): castagno; (stimolanti del centro respiratorio): anice stellato, ginestra, menta piperita, castagno, altea. Gemmoterapia: ribes nigrum. Idroterapia: plasma de Quinton, acque radioattive Magneti: molto indicati, in dispersione Metalloterapla: zinco, argento, magnesio Minerali: cloruro di magnesio, manganese Musicoterapla: FA diesis (asma cronica -mahler sinfonia n.10 ), DO* (attacco acuto - Mozart sonata K457) Negioni: molto indicati Oligoelementi: rame, oro, argento, manganese, rame Omeopatici (unitari): (asma dei neonati): chamomilla, sambucus nigra, ipeca, belladonna, (asma dell’adulto): 1) crisi acuta: sambucus nigra, ipeca, antimonium tart., 2) dopo crisi: arsenicum alb. Organoterapia: pulmine. Orgoneterapia: indicata. Piramidoterapia: indicata. Vitamine: C, ascorbato di potassio, compl. B.
Bibliografia
Medicina Psicosomatica, F. Alexander, Editrice Universitaria · Medicina Macrobiotica, M. Kushi, Ed. Mediteranee · il linguaggio dell'Es, G. Groddeck, Ed. Adelphi · Prontuario di Terapia Medica Integrata, D. Iero, Ed. Prima
Articolo scritto dal Dr. Daniele Aprile
Ultima revisione 10/03/2008
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Data ultima modifica 01/10/2007
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